La differenza pratica tra 2D e 3D
Una planimetria 2D è una vista dall'alto in scala: i muri sono sezionati a circa un metro da terra, porte e finestre compaiono come simboli architettonici convenzionali, le quote dichiarano le misure. È un documento misurabile. Chiunque abbia in mano una planimetria quotata può ricavarne superfici, ingombri e distanze senza chiedere nulla a chi l'ha disegnata.
Un rendering 3D è invece un'immagine calcolata a partire dal modello tridimensionale: le pareti hanno altezza e spessore, i materiali riflettono la luce, le ombre cadono in funzione dell'orientamento delle finestre. È un documento comunicativo. Non ci si misura sopra niente, ma si capisce in un istante come sarà lo spazio.
La distinzione importante è che in un editor 2D/3D come quello di IRSML non stai scegliendo tra due software: stai scegliendo tra due viste dello stesso modello. Tracci una parete in pianta e quella parete esiste già in tre dimensioni. Sposti un divano nel 3D e la pianta si aggiorna. Il vecchio dilemma "compro un programma 2D o uno 3D" appartiene all'epoca dei software installati; oggi la vera domanda è quale vista serve adesso.
Cosa vede chi legge il tuo disegno
La maggior parte delle persone non sa leggere una pianta. Lo si dimentica facilmente perché chi progetta ci convive tutti i giorni, ma la vista dall'alto è una convenzione appresa: richiede di immaginare l'alzato a partire da una sezione orizzontale. Un acquirente, un inquilino, un socio non tecnico guardano una planimetria e vedono rettangoli. Guardano un rendering e vedono casa loro.
All'estremo opposto, un'impresa edile guarda un rendering e non trova nessuna delle informazioni che le servono: spessori, quote, altezze dei parapetti, posizione dei punti luce. Per lei il 3D è decorazione; il 2D quotato è il documento di lavoro.